Transardinia, in mountain bike sul Gennargentu

Traccia Day 5 Arzana - Seui      


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localita' di partenza 

distanza

Km

dislivello

salita

dislivello

discesa

quota massima

tempo

ciclabilita'

grado

 asfalto

sterrato

mulattiera

sentiero  

test   

Arzana

  78

2273 mt

2233 mt

1100 mt

10,0 h

100%

duro

21 km 

49km

7,3km

0,7 km

07/09

 

Una  tappa dura quella del quinto giorno: una cavalcata in mountain bike, da un versante all'altro, tra gli splendidi boschi dell'Ogliastra, lungo il periplo dei tacchi di Ulassai, provando l'emozione di attraversare un ponte costruito su un abisso, lungo la ottocentesca linea ferroviaria Cagliari-Arbatax, per poi concludere la giornata a Seui, non prima di aver  attraversato la spettacolare Foresta di Montarbu.

L'inizio è tranquillo, si lascia L'Hotel Murru ad Arzana e si esce dal paese lungo la strada principale in direzione Lanusei, giunti all'incrociio con la strada statale nei pressi della stazione di Arzana, prendiamo la SS 198 che lasciamo dopo poco per la stradetta asfaltata che ci porterà alla cima di Monte Ceresia.

Terminata la salita, termina per fortuna anche l'asfalto.lasciando il posto ad una splendida sterrata in discesa nel fitto bosco sino ad incrociare la ferrovia a Serra Funtaneddas.

Qui prendiamo l'asfalto in salita sino ad incrociare una sterrata che porta sull'altro versante della vallata.

                                      

                                                   Il villaggio fantasma di Osini Vecchio.  

Questa sterrata corre a mezza costa, cento metri sotto il tacco, in mezzo ad un bosco di leccio, lasciandoci godere il panorama sulla vallata che si apre profonda davanti ai nostri occhi. La corsa termina all'incrocio con l'asfalto che ci porta rapidissimamente al piccolo borgo di Gairo Taquisara, nato come scalo ferroviario della ottocentesca ferrovia Gairo Taquisara-Ierzu, ed ancora oggi abitato da qualche decina di famiglie. La tratta è stata interamente smantellata, seppur permangano le opere realizzate per la linea, tra cui spicca la stazione capolinea di Jerzu, riconvertita a museo d'arte su iniziativa del comune di Ulassai, nel cui territorio è compreso oggi lo scalo. La stazione di Gairo invece serve tuttora la linea Mandas-Arbatax, che dal 1997 è attiva solo per il servizio turistico del trenino verde. Lasciando il villaggio sulla sterrata che porta ad Osini, ci vuole poco ad accorgersi che siamo proprio sul tracciato della vecchia ferrovia, della quale restano ancora in piedi alcuni caselli.

La vecchia ferrovia segue il costone della vallata, il panorama è eccezionale, sull'altro versante della profonda vallata si vede Gairo, e, sotto, Gairo vecchio, il paese abbandonato.  Sotto di noi, prima di raggiungere Osini, si intravedono i ruderi di Osini vecchio. Questi due paesi vennero abbandonati negli anni '60 in seguito a devastanti alluvioni e frane che resero necessaria la loro completa ricostruzione in siti piu' sicuri dal punto di vista idrogeologico. Oggi sono imperdibili attrazioni turistiche, in quanto esempi intatti di urbanistica e architettura tradizionale sarda.                                      

Giungiamo all'ingresso di Osini, e seguiamo le indicazioni turistiche per la Scala di San Giorgio. La strada ora asfaltata si inerpica nel mezzo di un bosco di leccio sul versante della montagna sino a diventare un passo stretto tra rocce a picco e colonne di pietra, stiamo attraversando il monumento naturale della Scala di San Giorgio, di cui parla anche il Generale La Marmora nel suo libro Voyage en Sardaigne, del 1826.

                                       scala di san giorgio

Dopo un breve tratto di altipiano si passa sul versante ovest della montagna, in località Perda Morta. Il paesaggio di gole strette e montagne ripide, sormontate da picchi di roccia cilindrici o bastioni possenti vi darà la sensazione di essere in un luogo magico.

Sulla destra, a nord una valle lunga e profonda, dove scorrono i binari della ottocentesca ferrovia Mandas-Arbatax, in fondo alla valle si intravede il piccolo villaggio di Gairo Taquisara.

Continuiamo su sterrate pietrose, passando in territorio di Ussassai, altro piccolo villaggio ogliastrino, davanti a noi si vede già il Montarbu di Seui, nostro prossimo punto di passaggio.

                                     Montarbu di Seui

                                       I tacchi diel Montarbu di Seui..

Passiamo da una valle all'altra seguendo ora la ferrovia, che attraversiamo nei pressi della fermata di San Girolamo .

Poco prima della fermata dovremo seguire la ferrovia lungo uno spettacolare ponte alto sopra l'abisso della vallata sottostante. Un sentiero da qui ci porterà nel demanio forestale del Montarbu di Seui.

                                                     

                                                     Ponte sul Rio san Girolamo. Seui

  

Apriamo il cancelletto al termine del sentierino e sbuchiamo sulla sterrata principale che porta alla caserma della forestale del Montarbu di Seui. La  foresta di leccio si estende per 2800 ettari ed è una delle piu' estese, antiche e meglio conservate della Sardegna. La foresta è sormontata da spettacolari falesie di roccia, pareti di monumentali tacchi .

Prendiamo la sterrata a destra, verso Seui, pedaliamo nel fitto bosco, prendendo dopo qualche chilometro una sterrata in discesa,  che con qualche saliscendi e dopo l'attraversamento della ferrovia ci permetterà di evitare l'asfaltino finale della strada del Montarbu, Scolliniamo finalmente a Genna Limpia, ormai ci resta poco per Seui. Lasciamo l'asfalto all'inizio della discesa ad un bivio con una  mulattiera , double track, qui c'è da fare attenzione perchè il tracciato è tecnico e non permette distrazioni, specie con tutta la stanchezza della giornata sulle spalle, occhio quindi.

  

  

                                                Perda liana Montarbu di Seui                                                                                                    Singletrack a Perda Liana, Montarbu di Seui..

  

Al termine della mulattiera siamo sotto Seui, all'incrocio con la SS 198, su un ponte. Anche oggi raccogliamo le ultime energie per percorrere gli ultimi 2 chilometri che ci separano dal paese. Arrivati alle prime case del paese , la fatica sembrerà dissolversi e la tentazione di fermarsi all'accogliente bar della notte per brindare al completamento della tappa con una bella birra probabilmente sarà piu' forte di quela di precipitarsi sotto la doccia calda del bed & breakfast Ponti e Bocci , gestito dalla gentilissima Fabiana, moglie, tra l'altro del padrone della trattoria bar degli amici, dove ci recheremo per la cena di stasera. (non dimenticatevi di prenotare i culurgionis e la carne di cavallo!).

  

testato agosto 09

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165 Downloads agg.31/12/2011

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