Transardinia, in mountain bike sul Gennargentu

  

La Transardinia, un avventura indimenticabile

  

Un itinerario che attraversa la Sardegna lungo la dorsale montuosa orientale, dove si trovano le cime più alte dell’isola, spazi sconfinati, monumenti ambientali, vero wilderness..

Percorrendo la Transardinia per la prima volta, mi accorsi subito che non stavo scoprendo nulla. Il sentiero con la sua bellezza sconvolgente, era sempre esistito, aspettava solo di essere nuovamente percorso; questa volta non da pastori o carbonai, ma da moderne mountain bike.   

Consapevole che la straordinarieta' di un itinerario attraverso l'isola da nord a sud su sterrate e sentieri, non avrebbe avuto chances di sopravvivenza se lo si fosse mantenuto un segreto per pochi, decisi di condividerne l'esperienza ed avviai un progetto di promozione, sebbene provassi istintivamente un senso di gelosia per questi tesori nascosti e per tutto il tempo da me dedicato all’esplorazione. Per questo ho iniziato la collaborazione con 2 societa' di guide di mountain bike, per dare concretezza e visibilita' a questo eccezionale potenziale.

 

Potenziale ricchezza anche economica, valida negli anni e duratura se ben difesa e preservata.

La Transardinia infatti è un esempio di turismo sostenibile, con una lunga stagione di almeno 300 giorni l’anno. Un turismo che non consuma il capitale natura ma lo rispetta, che arriva dal resto d'Italia e dal nord-europa, più vicino a noi, oggi, grazie alle numerose compagnie aeree low–cost, un turismo più attento alle bellezze ambientali, alle tradizioni e alle specificita’ culturali, etnologiche ed enogastronomiche delle zone interne.   

Oggi la maggior parte dei paesi attraversati dalla Transardinia trae poche  risorse dal proprio territorio, le zone che abbiamo attraversato erano quasi disabitate, abbiamo incontrato due o tre  persone al giorno, personaggi solitari che resistono tra pochi ovili sperduti tra le montagne e campagne abbandonate. Il loro allevamento e agricoltura erano e sono per lo più a livello di sussistenza.

Oggi qiesto potenziale è a rischio: i  vecchi sentieri spariscono nella vegetazione, vengono rovinati dall’erosione e dalle frane, oppure cancellati in modo radicale e definitivo dalla costruzione di nuove e spesso inutili strade asfaltate. 

L’unico modo perche la rete dei sentieri venga salvata e’ legata alla sua valorizzazione, per esempio per l'utilizzo della mountain bike, ma anche per il trekking o l'escursionismo equestre.

  

Basta documentarsi per scoprire che molte regioni italiane del centro-nord possiedono una ricca sentieristica che viene segnalata, mantenuta e pubblicizzata sia per il trekking che per la mountain bike. Sono regioni dove  la sentieristica per la mtb ha creato un discreto giro d’affari, come ad esempio inTrentino Alto Adige e Veneto .

Sul lago di Garda sono decine le società che operano offrendo escursioni in mountain bike. Ancora maggiore è il fenomeno in  Europa: nei Pirenei francesi ogni località può vantarsi di avere nel proprio territorio centinaia di km di piste segnalate per la mountain bike. Recentemente nuovo impulso ha avuto la creazione o il recupero di storici itinerari ad uso trekking o per la mountain bike, come per esempio il cammino di Santiago di Compostela.In Andalusia, nel 2000, un gruppo di bikers volontari appassionati iniziò il progetto di un itinerario circolare in mountain bike attraverso le province della regione, oggi quel progetto è realtà e si chiama Transandalus, 2000 km di sentieri e sterrate. Ogni comprensorio sciistico delle Alpi, sfruttando gli impianti di risalita anche in estate, ha dato vita a Bike Park: una rete di sentieri per la mountain bike e, finita la stagione invernale le funivie vengono impiegate per il trasporto di bikers in veri e propri paradisi del freeride. Gli alberghi si trasformano in bike-hotel ed i negozi di sport tolgono dalle vetrine gli sci e li rimpiazzano con mountain bike .

  

La regione Corsica, nell periodo 2003-2009, aveva riconfermato 13 milioni di euro di nuovi investimenti per il GR20 (itinerario per il trekking). I turisti vogliono scoprire la Corsica autentica, il GR 20 è una vetrina della Corsica, una vetrina eccezionale. Come si vede dallo studio del caso GR20, se si riuscisse a fare dela Transardinia un itinerario segnalato e attrezzato, si creerebbe una nuova attrazione turistica con un interessante potenziale . 

Nel 2007 è stato presentato dall'associazione Asfalto no Grazie un progetto alla Regione Sardegna nell'ambito dei Progetti integrati, per gli "Itinerari della bicicletta", per la segnatura e promozione dell'itinerario della Transardinia.

Il progetto parlava di marketing, pubblicità, brochure turistiche, articoli su mensili specializzati, sito web. Inclusi  nella gestione del progetto vi sarebbero stati gli imprenditori che gestiscono i posti tappa, i Comuni interessati dai percorsi , l'ente Foreste e le varie istituzioni locali . Il progetto dopo essere stato ammesso alle prime due fasi esaminatorie è fermo, in attesa dell'arrivo di nuovi fondi.

Nel frattempo la Transardinia è cresciuta comunque, due siti web la promuovono e si possono scaricare on-line gratuitamente le tracce gps, percorrere l'itinerario senza bisogno di segnaletica ma con il gps, prenotare i servizi di guide, trasporto bagagli e pernottamento su un unico portale.

Dal 2006, anno in cui l'itinerario è diventato offerta turistica, la Transardinia ha portato su questi vecchi sentieri centinaia di ciclisti amanti della natura. I Bikers non hanno semplicemente pedalato 60/70 km al giorno senza badare a dove passavano, ma hanno  visitato monumenti nuragici come  il pozzo sacro di Su Tempiesu, monumenti naturali, come la dolina de "su Suercone", sono stati ospitati dai pastori nei loro ovili, dove hanno assaggiato la ricotta appena fatta e assistito alla mungitura delle pecore. Oltre a percorrere i sentieri nella natura bella e selvaggia della nostra isola, i turisti-bikers hanno provato l'esperienza unica dell'ospitalita' della rete dei piccoli agriturismi situati strategicamente lungo il tracciato, dove si puo' ancora vivere l'esperienza della genuina accoglienza sarda. I gestori di queste strutture, pastori sino a pochi anni fa, ancora oggi conservano l'usanza di accolgliere l'ospite con un buon bicchiere di vino rosso, da gustare davanti al camino. Ti offrono con orgoglio i loro prodotti: i frutti dell' orto, la carne dei loro allevamenti e la mattina ti servono il latte di pecora o capra appena munto e la ricotta fresca col miele. Chi fa questa esperienza umana, oltre che sportiva, sa che che non ha prezzo, non e' paragonabile, non è ripetibile. Ed è la piu' grande soddisfazione per me sentire l'emozione dei partecipanti durante il viaggio, e sentire ancora dopo mesi, anni, la loro amicizia e la loro nostalgia per la splendida settimana passata in mountain bike sulle nostre montagne.   

La Transardinia è un viaggio che continua… 

  

Giorgio Pupillo 

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 Il caso GR20 In Corsica 

  

Nella vicina Corsica, negli anni 60 ,quando Guy Degos ,ingegnere della forestale si era messo in testa di realizzare un sentiero che passava sulla linea di demarcazione delle acque congiungendo il nord al sud dell’isola, i suoi superiori avevano sorriso. Quando nel 1970, La federazione del trekking francese (il nostro CAI), fece progettare il primo tracciato .nessuno ci credette. 2 anni dopo la segnalazione era stata realizzata . Leggi tutto

Punta Solitta. Orgosolo

 

Cuile PIstoccu. Oliena

Un Gruppo di bikers parte per la Transardinia

 

Trainu Muglia. Bitti

 

Colonna di roccia a Monte Fumai

 

Dolina di Su Suercone:Oliena

transandalus

Sosta nell'ovile di un amico pastore a Bitti.